Debiti INPS a rate, il Decreto Fiscale riduce il costo delle dilazioni: di quanto scende il costo della rata

31 Marzo 2026, di Anna Fabi – PMI.it

Nel Decreto Fiscale 2026 c’è una norma che non fa rumore quanto altre ma tocca da vicino imprese e consulenti che si confrontano con debiti previdenziali da regolarizzare. L’articolo 14, al comma 1, interviene sul costo di dilazioni e differimenti contributivi, riducendo la maggiorazione prevista dalla legge sui pagamenti rinviati o rateizzati. Il DL 38/2026 alleggerisce indatti il peso dei debiti INPS a rate. La maggiorazione scende da sei a due punti a decorrere dall’entrata in vigore del provvedimento, avvenuta il 28 marzo.

Dilazioni contributive: taglio maggiorazioni nel DL 38/2026

L’articolo 14 del decreto-legge n. 38/2026, rubricato “Misure in materia di crediti contributivi”, stabilisce che la maggiorazione richiamata dall’articolo 13, primo comma, del decreto-legge n. 402 del 1981 è determinata in due punti. La decorrenza è immediata, perché la norma parla espressamente della data di entrata in vigore del decreto.

L’articolo 13 del DL n. 402/1981 è la base normativa degli interessi di dilazione e di differimento applicati ai debiti contributivi. Il Decreto Fiscale 2026, quindi, alleggerisce il meccanismo che incide sui versamenti rinviati e sulla regolarizzazione rateale.

Attenzione: il decreto non fissa un tasso unico per tutti ma riduce la maggiorazione legale che concorre a formarlo. Il tasso effettivo applicato alle dilazioni e ai differimenti continua infatti a dipendere dal parametro di riferimento richiamato dalla disciplina vigente.

La misura non va confusa neppure con il ravvedimento operoso INPS per le omissioni contributive, che si muove sul terreno delle sanzioni civili e delle regolarizzazioni spontanee entro termini specifici.

Un balzello che cambia dopo trent’anni

Nel 1996 la maggiorazione era stata fissata (dal DL 318/1996, convertito nella Legge 402/1996) in sei punti ed è rimasta tale per quasi tre decenni. Il DL 38/2026 la riduce adesso a due punti, segnando una correzione che abbassa in modo sensibile il peso finanziario delle dilazioni contributive.

l legislatore rende pertanto meno onerosa la regolarizzazione frazionata nel tempo per i pagamenti rinviati. Per chi ha bisogno di un piano di rientro o di un differimento, il beneficio sta proprio in questa riduzione del sovra-costo legale.

Dilazioni e differimenti nello stesso taglio

La norma interessa sia dilazioni e differimenti, ossia tanto i piani di pagamento rateale dei debiti contributivi quanto i rinvii del termine di versamento autorizzati secondo la disciplina vigente. In entrambi i casi, il decreto abbassa il parametro che si aggiunge al tasso di riferimento. Per le imprese la norma ha un effetto immediato sui pagamenti in essere o futuri. Per i consulenti scatta la verifica dei piani di rientro contributivi.

La misura si inserisce in un quadro in cui il legislatore ha già allungato la durata potenziale dei piani contributivi, arrivando fino a 60 rate per i debiti INPS e INAIL.